Regione Emilia-Romagna Ervet

 

 

 

 

Per ridurre l'Inquinamento luminoso ed i consumi energetici da esso derivanti, nell'arco dell'ultimo decennio la maggiorparte delle regioni italiane (ad oggi 18 regioni) ha ritenuto importante fissare, attraverso apposita normativa regionale, i requisiti tecnici e le modalità di impiego degli impianti di illuminazione esterna, pubblica e privata. La Regione Emilia-Romagna, in particolare, allo scopo di promuovere la riduzione dell'inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, nonché la riduzione delle emissioni climalteranti e la tutela dell'attività di ricerca e divulgazione scientifica degli osservatori astronomici, ha emanato la Legge regionale 29 settembre 2003 n.19 "Norme in materia di riduzione dell'Inquinamento Luminoso e di risparmio energetico" e la documentazione applicativa di cui alla DGR. 2263/2005 e alla Determinazione n.14096/2006 oggi, entrambe sostituite dalla DGR 1688 del 18/11/2013 (BUR n.355 parte II del 29/11/2013) al fine di guidare la concreta applicazione della legge. La Nuova direttiva applicativa, è stata emanata dalla Regione per rispondere a tre esigenze principali:

- normare in modo adeguato le nuove tecnologie emergenti. Ci si riferisce in particolare ai LED, che negli ultimi anni hanno registrato un enorme passo avanti, raggiungendo requisiti prestazionali davvero notevoli, ma anche a tutte le altre sorgenti luminose ad alta resa cromatica, il cui utilizzo non era ammesso in ambito stradale dalla vecchia direttiva;

- cogliere l’opportunità di recepire i contenuti del Green Public Procurement (acquisti verdi) ed in particolare dei nuovi CAM (Criteri Ambientali Minimi) per l’illuminazione pubblica. Come risaputo tale normativa è a tutt’oggi di applicazione volontaria, mentre, essendo stata ripresa nella normativa regionale, in Emilia-Romagna diventa obbligatoria;

- semplificare l’applicazione della norma per i piccoli impianti privati, dettando requisiti di facile applicazione e verifica che non richiedono alta specializzazione.

In breve sintesi, la Norma prevede che gli apparecchi di illuminazione esterna, pubblici e privati, non debbano emettere luce verso l’alto (intensità luminosa massima per un angolo gamma >=90° tra 0.00 e 0.49 cd/Klm) e l’istituzione di Zone dove realizzare una particolare tutela dall’Inquinamento Luminoso, detta Zone di protezione, identificate nelle Aree naturali protette, nei Siti della Retenatura2000, nei Corridoi ecologici e nelle aree attorno agli Osservatori professionali e non professionali.

La maggior tutela, si realizza in tali Zone non solo attraverso indirizzi di buona amministrazione che richiedono la sostituzione anche degli impianti esistenti entro 2 anni, e la necessità di limitare il più possibile i nuovi impianti di illuminazione, ma anche permettendo esclusivamente l’uso di sorgenti al Sodio Alta pressione (vedi effetti sulla salute umana, biodiversità ed effetti culturali e scientifici).

Per il resto del territorio (fuori quindi dalla Zone di protezione) oltre alle sorgenti al sodio alta pressione, sono invece ammesse anche altre tipologie di sorgenti, tra cui particolare importanza rivestono i LED, a patto che però siano rispettati alcuni importanti requisiti, che sono:

  • temperatura di colore fino a 4000K (per evitare il rischio di alterazione del ritmo circadiano);
  • se con temperatura di colore maggiore di 4000K, sono ammessi solo se il fattore di effetto circadiano è minore o uguale a 0.60;
  • gli apparecchi devono essere classificati per il rischio fotobiologico, di gruppo RG0 (esente da rischio) e RG1 (rischio basso) per i quali, in base alla norma IEC/TR 62471-2:2009 non richiedano etichettatura (e quindi di avvertimento) per l’utente utilizzatore.

Valore aggiunto della normativa regionale è costituito dalla particolare attenzione alle prestazioni energetiche di apparecchi ed impianti di illuminazione. Come detto, infatti, recependo i contenuti dei CAM Ministeriali, la norma prevede l’obbligo per il progettista di calcolare e dichiarare gli indici prestazionali (l’indice IPEA per gli apparecchi e l’indice IPEI per gli impianti) in quanto è ammesso l’utilizzo solo di apparecchi con classe IPEA di tipo C o superiore e di classe IPEI di tipo B o superiore. Se e quanto spingersi , verso prestazioni più elevate in termini energetici, (quindi realizzare ad esempio un impianto in classe A+) sarà scelta del comune, che ovviamente ne trarrà, nel caso, tutti i conseguenti vantaggi. 


PER APPROFONDIRE:

Link al sito della Regione Emilia - Romagna

http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/aria-rumore-elettrosmog/temi/inquinamento-luminoso 


Altri link a siti utili

http://www.cielobuio.org/

Sito molto completo sull'argomento, ricco di articoli sia divulgativi che ad alto livello tecnico, normativa di tutte le regioni italiane, cataloghi di prodotti per l'illuminazione conformi alle normative sull'inquinamento atmosferico.


http://www.assil.it/assilweb/index.asp

Sito dell'associazione nazionale produttori illuminazione


http://www.lightpollution.it/

Sito molto ricco di informazioni e immagini sull'inquinamento luminoso con numerosi riferimenti a siti italiani ed esteri sull'argomento (anche in inglese)


http://www.darksky.org/

Sito del international darksky association ricca di articoli scientifici e casi studio in materia, newsletter (per i soli associati), e-news, descrizione, produttori e distributori di tecnologie compatibili, etc. (in inglese)


http://www.campocatinobservatory.org/aocc.html

Sezione italiana dell'international darksky association


http://www.darkskiesawareness.org/

Sito molto interessante per gli amanti della fotografia notturna e astronomica, casi studio,  con link anche a social network sull'argomento (in inglese e spagnolo)


http://www.savethenight.eu/Home.html

Sito che si occupa dell'inquinamento luminoso in Europa ricco di informazioni, mappe, e riferimenti ad organizzazioni che si occupano di inquinamento luminoso in altri paesi europei.

 

 

APPROFONDIMENTI:
 


Ultimo aggiornamento 26 giugno 2014