Regione Emilia-Romagna Ervet

 

 

 

 

Il contesto di riferimento

La Regione Emilia Romagna, nel 2005 contemporaneamente all'emanazione della prima direttiva regionale applicativa della LR. 19/2003, in materia di inquinamento luminoso e risparmio energetico, ha intrapreso una capillare azione di formazione/informazione degli Enti locali (Province e Comuni ed ARPA), ed ha preso parte a tutte le possibili azioni di divulgazione nei confronti della cittadinanza intraprese a livello regionale. Inoltre, ha finanziato numerosi progetti comunali di messa a norma degli impianti di illuminazione esterna pubblica, grazie ai fondi del Piano di Azione Ambientale e a fondi Ministeriali. Sempre poi, nell’ambito e nell’ottica di fornire un concreto supporto ai comuni nell’applicazione della norma, la Regione Emilia Romagna con il supporto tecnico di ERVET Spa ha ritenuto utile avviare a fine 2007, un progetto sperimentale dimostrativo che, attraverso un insieme coordinato di interventi integrati, comprovasse fattibilità tecnica, ambientale, economico finanziaria ed amministrativa delle azioni proposte per la riduzione dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico in aree urbane. Al progetto, in qualità di supporto tecnico, hanno partecipato anche i referenti regionali dell’associazione Cielo Buio.

Il progetto: obiettivi e finalità

Il progetto “Adeguamento dell’illuminazione pubblica esterna alla normativa regionale in materia di Inquinamento luminoso e di risparmio energetico” promosso dal Servizio Risanamento Atmosferico Acustico ed Elettromagnetico dell’ Assessorato ambiente regionale ed avviato nell’ambito della convenzione triennale 2007-2009 sottoscritta tra Regione Emilia-Romagna ed ERVET Spa, è stato finalizzato a fornire agli enti locali strumenti utili a supporto delle decisioni in materia ed è stato sviluppato in tre fasi sequenziali:
1. coinvolgimento e selezione dei comuni partecipanti;
2. sviluppo delle attività tecniche;
3. divulgazione dei risultati del progetto.

1ª fase: coinvolgimento e selezione dei comuni partecipanti
 
La Regione, attraverso le Province, ha invitato alla partecipazione al progetto tutti i Comuni che, fino a quel momento, non avevano beneficiato di finanziamenti per l’adeguamento dell’illuminazione pubblica alla normativa. Tra i 36 Comuni che hanno fatto richiesta di partecipazione, la Regione ne ha selezionati 5 pilota, sulla base di criteri che privilegiavano sostanzialmente la gestione in economia del servizio di illuminazione pubblica, l’impegno per l'ambiente attestato da certificazione del sistema di gestione ambientale (EMAS/ISO 14001) e la presenza nel territorio comunale di eventuali Zone di protezione dall’inquinamento Luminoso (aree naturali protette, siti della rete Natura 2000 o di aree attorno ad osservatori astronomici). Difatti, in base alla normativa regionale, nelle Zone di protezione dall’inquinamento luminoso, si deve realizzare una maggiore tutela in tal senso ed è per questo, che oltre agli impianti nuovi, devono essere messi a norma anche gli impianti esistenti, in virtù degli indirizzi di buona amministrazione dati ai comuni, all’art. 4 della direttiva regionale. Per la messa a norma di tali impianti, la direttiva prevede l’adeguamento entro 2 anni (29/12/2007) se basta modificare l’inclinazione dell’apparecchio o entro 5 (entro il 29/12/2010), negli altri casi. Il fatto quindi che almeno il primo orizzonte temporale fosse stato già superato, costituiva elemento giudicato di priorità d’azione. I 5 comuni prescelti sono stati:
• Sarmato (PC);
• Tizzano Val Parma (PR);
• Quattrocastella (RE);
• Portico e San Benedetto (FC);
• Verucchio (RN).

2ª fase: sviluppo delle attività tecniche

Le diverse attività di progetto sono state condotte in collaborazione tra i tecnici di Ervet e i referenti dei singoli comuni. Questa fase si è sviluppata in tre attività.

Analisi dello stato dell’arte dell’illuminazione pubblica
Grazie alla collaborazione degli uffici tecnici comunali, e ad appositi sopralluoghi effettuati dai referenti del progetto di ERVET, sono state raccolte tutte le informazioni utili ad effettuare una fotografia il più possibile precisa della situazione dell’illuminazione pubblica esterna. L'elenco delle informazioni necessarie a questa prima fase sono state raccolte con l’ausilio di una check list. Tale strumento prevede, oltre a dati prettamente tecnici, anche una serie di dati economici relativi ai costi dell’illuminazione pubblica (bolletta energetica, manutenzione, smaltimento, etc.), dati quest’ultimi indispensabili per l’ultima fase del progetto pilota: l’analisi costi-benefici dei progetti di miglioramento. Alla fine di questa attività, per ciascun comune, si è riusciti a specificare strada per strada, la tipologia di apparecchi di illuminazione presenti, con indicazione del tipo di corpo illuminante (es. a sfera, lampione, cut-off) ed il tipo e la potenza delle lampade montate (es. mercurio 125 W, Sodio alta pressione SAP 70 W).
Per approfondimenti si veda la pagina dedicata alle tecnologie. Si evidenzia che l’analisi dello stato dell’arte relativa all’illuminazione rappresenta la base informativa per la redazione del “Piano della luce” (vedi Piano della Luce del Comune di Verucchio).

Individuazione dei possibili scenari di miglioramento
Una volta effettuata una analisi dello stato dell’arte dell’illuminazione pubblica esterna, per ciascun Comune, sono stati evidenziati i punti più critici del sistema di illuminazione sia per ciò che concerne l'inquinamento luminoso che il consumo energetico. Si è pertanto proceduto a valutare gli apparecchi di illuminazione usati sotto un duplice aspetto:

- valutazione della forma e dell’inclinazione. La norma infatti prevede che gli apparecchi nella loro posizione d’installazione, non devono emettere luce verso l’alto. Il più delle volte è molto semplice verificare questo, in quanto quasi solo apparecchi con vetro piano e lampada incassata e montati parallelamente al terreno possono sicuramente soddisfare tale requisito. Però in casi più dubbi, la verifica viene fatta attraverso l’analisi delle curve fotometriche dell’apparecchio.
- valutazione del tipo e della potenza della lampada utilizzata. La norma infatti prevede che debbano essere usate lampade al sodio in luogo di quelle con efficienza inferiore, e che lampade di tipo a ioduri, possano essere usate solo un aree di particolare interesse storico o punti di aggregazione. Inoltre, la norma prevede, che sulla base di normative di settore specifico, a seconda della classe stradale, si definisca un’opportuna categoria illuminotecnica di riferimento, e quindi un certo tipo di potenza ottimale delle lampade usate.

Sulla base quindi delle risultanze specifiche per ciascun Comune, e delle conformità o meno a quanto stabilito dalla normativa regionale, sono state individuate alcune proposte di miglioramento legate alle seguenti valutazioni:

1. eliminazione totale delle lampade a mercurio, dal parco lampade comunale e sostituzione con lampade al sodio di opportuna potenza. Tali tipi di lampade, difatti, oltre ad essere ormai non più ammesse, sono altamente inquinanti e bandite per la vendita anche dalla comunità europea. 
2. messa a norma (almeno nelle Zone di protezione) dei corpi illuminanti, con sostituzione di quelli non conformi con tipologie ammesse dalla legge. 
3. abbassamento della potenza di alcune lampade installate, con lampade di potenza inferiore. Tali proposte sono state supportate, ove presenti, da valutazioni relative alla classificazione stradale ed illuminotecnica. Gli obiettivi di miglioramento poi, sono stati definiti utilizzando appositi format all'interno del quale indicare responsabilità, risorse e tempi dell’intervento nonché gli obiettivi (misurabili) da raggiungere (vedi Programma Illuminazione Pubblica del Comune di San Benedetto)

Analisi costi- benefici (redazione Business plan)
Questa attività condotta secondo la metodologia descritta nel format predisposto allo scopo, individua una serie di voci di costo economico della pubblica illuminazione (es. costo dell'energia elettrica, manutenzione, ricambi) anche in riferimento a variabili esterne (inflazione, aumento del costo dell'energia elettrica) da considerare nella valutazione dell'economicità di un progetto di miglioramento. L'obiettivo è quello di prevedere, a fronte dell’adozione di un progetto di miglioramento dell’illuminazione da parte di una pubblica amministrazione, il tempo di ritorno dell'investimento (si veda Business Plan del Comune di Quattro Castella).

3ª fase: divulgazione dei risultati del progetto
 
Le tematiche relative alla materia dell’inquinamento luminoso e del risparmio energetico, nonché le strategie, gli strumenti utilizzati, le azioni intraprese ed i risultati ottenuti da ogni Comune nell’ambito della realizzazione del progetto pilota sono state oggetto di presentazione ed illustrazione ai 36 comuni della Regione Emilia Romagna che avevano aderito al progetto, in una serie di workshop organizzati nella sede di Ervet durante il progetto ed in occasione della presentazione finale a Collecchio nel gennaio 2009.


APPROFONDIMENTI