Regione Emilia-Romagna Ervet

 

 

 

 
Osservare i requisiti che la normativa regionale prevede per gli impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, è non solo un obbligo, ma una concreta opportunità per ridurre l’inquinamento luminoso e apportare un notevole contributo non solo alla diminuzione del consumo energetico ma anche alla diminuzione degli inquinanti atmosferici e climalteranti, legati ai processi di combustione. Diversi sono gli accorgimenti e le tecnologie ad oggi disponibili sul mercato e ampiamente sperimentate in grado di supportare i diversi territori nel raggiungere gli obiettivi prefissati dalle diverse normative regionali, ma fondamentale elemento di attenzione soprattutto per gli impianti pubblici, è la corretta progettazione degli impianti oltre che una precisa pianificazione. Strade di diverse tipologie (autostrade, tangenziali, strade urbane, etc.) o caratterizzate da differenti flussi di traffico (piazze, marciapiedi, piste ciclabili, giardini, etc.) hanno necessità differenti di illuminazione precisamente definite dalla norma regionale (DGR.1688 18/11/2013 - ALLEGATO F). Gli impianti devono dunque essere progettati in modo da illuminare quanto basta, né più né meno. Maggiore illuminazione di quella che serve non sono rappresenta uno spreco energetico ma può perfino peggiorare le condizioni di sicurezza delle strade.
A tal fine, ulteriore aiuto per i Comuni è l’obbligo di redigere, entro 2 anni dalla data di entrata in vigore della Nuova direttiva, il Piano della Luce. Tale strumento, che deve essere integrato con gli altri strumenti di pianificazione urbanistica (in quanto è a tutti gli effetti un Piano) partendo da una apposita e precisa ricognizione dello stato degli apparecchi e della loro presumibile vita rimasta, sulla base delle necessità che il Comune dovrà evidenziare, pianificherà le sostituzioni a fine-vita ma anche quelle previste per dare attuazione alla normativa (es. sostituzione di impianto esistente in Zona di protezione), rivelandosi un valido strumento per gestire al meglio non solo i fondi disponibili, ma anche i risparmi che gradualmente si otterranno.
Come detto, tecnologie ed apparecchi validi e rispondenti alla normativa regionale esistono e ve ne sono anche di veramente valide.
Di certo, primo requisito fondamentale è quello di limitare ogni tipo di illuminazione al di sopra dell’orizzonte. Il tipo e grado di diffusione della luce dipendono principalmente da due fattori: gli apparecchi di illuminazione e i pali stradali. Per quanto riguarda i primi in grado di non illuminare al di sopra dell’orizzonte sono sicuramente i corpi illuminanti istallati orizzontalmente alla strada, e con vetro piano e lampada incassata, i cosiddetti apparecchi full cut-off.

                                                                     
                                     

Figura 1 - Apparecchi che determinano inquinamento luminoso (sopra) e apparecchi a basso impatto luminoso (sotto).
 
                                                                    
                                     



Vediamo di seguito alcuni apparecchi rispettivamente ad alto e basso impatto luminoso.



                                     
Figura 2 - Apparecchi di illuminazione ad alto impatto luminoso, si tratta di apparecchi normalmente vietati dalla norma regionale sull'inquinamento luminoso della Regione Emilia Romagna.


                                     

Figura 3 - Apparecchi a basso impatto luminoso, conformi per la norma regionale sull'inquinamento luminoso della Regione Emilia Romagna.

Ma anche un apparecchio che non emette luce verso l’alto, può comunque determinare inquinamento luminoso se viene montato su un palo di sostegno "non conforme" o se l’installatore lo monta obliquo al terreno, anziché orizzontale. Di seguito sono riportate rispettivamente alcune tipologie di pali e sostegni non adeguati ed altri in grado di ridurre al minimo l'inquinamento luminoso.


                                    
Figura 4 - Pali di illuminazione ad alto impatto luminoso. Indipendentemente dall'apparecchio istallato tali impianti determinano illuminazione al di sopra dell'orizzonte.


                                    
Figura 5 - Accoppiati ad apparecchi "conformi": queste istallazioni non determinano inquinamento luminoso.

Per rispettare inoltre i contenuti della Nuova direttiva regionale, le tecnologie utilizzate devono, come visto, rispettare criteri minimi prestazionali in termini di efficienza energetica. Il calcolo quindi di due indici, l’IPEA (Indice Parametrizzato di Efficienza Energetica) e l’IPEI (Indice Parametrizzato di Efficienza dell’Impianto) diviene fondamentale e l’attestazione della classe di appartenenza ne determina la possibilità od il divieto di utilizzo in ambito regionale. Si precisa che gli apparecchi di illuminazione devono poter dimostrare almeno un indice IPEA di classe C o superiore, mentre è possibile realizzare esclusivamente impianti di illuminazione di classe B o superiore. Nuova importanza rivestono, inoltre, le Tecnologie legate alla riduzione di potenza e gli orologi astronomici, resi obbligatori dalla Norma. Difatti, la direttiva prevede che entro gli orari stabiliti dal comune si applichi una riduzione di potenza pari almeno al 30% della potenza iniziale, e che sia obbligatorio l’uso degli orologi astronomici, i cui orari di accensione e spegnimento devono seguire la specifica Delibera AEERG.

Di seguito, prima di rimandare alle schede delle diverse tecnologie di illuminazione riportiamo le definizioni di alcune utili grandezze fisiche di riferimento.

•       Il Flusso luminoso (Φ) è la grandezza che quantifica la quantità di luce emessa da una sorgente luminosa o, come in questo caso, da un apparecchio, nell'unità di tempo. L'unità di misura è il lumen (lm).

•     L' Efficienza Luminosa (η) è la grandezza che descrive il rapporto tra il flusso luminoso emesso nello spazio e la potenza che l'alimenta. Si misura in lumen/Watt. E' la misura del rendimento energetico, quindi maggiore è il rapporto, tanta più luce è prodotta rispetto all'energia consumata.

•     La Temperatura di Colore Correlata (CCT): Si definisce temperatura di colore di una data radiazione luminosa la temperatura che dovrebbe avere un corpo nero affinché la radiazione luminosa emessa da quest'ultimo appaia cromaticamente la più vicina possibile alla radiazione considerata.

•    La Luminanza (cd/mq): indica il rapporto tra l’intensità luminosa emessa dalla sorgente verso una superficie perpendicolare alla direzione del flusso luminoso e l’area della superficie stessa.

•       L'Illuminamento (lux): definisce il flusso luminoso che illumina una superficie di 1 mq.

 

 

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